Dott. Andrea Cestari

Urologo-Andrologo, Chirurgia Robotica e Minimamente Invasiva

Il Dott. Andrea Cestari ha da sempre dedicato la sua formazione e crescita professionale nelle tecniche minimamente invasive, laparoscopiche dapprima e robotiche successivamente. L’esperienza e la

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I principali interventi urologici trattati con tecniche minimamente invasive

L’esperienza chirurgica del Dott. Cestari gli permette di eseguire tutti gli interventi chirurgici in ambito urologico, andrologico e uro-ginecologico, spaziando dalla chirurgia oncologica a quella con importante valenza funzionale, impiegando le più moderne tecniche minimamente invasive (endourologiche – laparoscopiche – robotiche).

Accanto agli interventi di “chirurgia minore” (varicocele, circoncisione, trattamento endoscopico dei tumori vescicali superficiali, calcolosi, ecc),  il Dott. Cestari infatti esegue routinariamente interventi chirurgici complessi impiegando le tecniche sopra citate, di cui è considerato un esperto a livello internazionale.

Di seguito sono riportati solo alcuni degli interventi eseguiti in ambito urologico con chirurgia minimamente invasiva.

I principali interventi urologici trattati con tecniche minimamente invasive

Si tratta di un intervento che, prevede l’asportazione della porzione centrale ingrandita della prostata (adenoma) che è la causa dei disturbi urinari.

Indipendentemente dalla dimensione della prostata, l’intervento, storicamente eseguito “ a cielo aperto” viene più modernamente effettuato con accesso endoscopico transuretrale (TURP) con impiego di Laser.

Tale intervento richiede circa 2-3 giorni di degenza e una breve cateterizzazione (12-48 ore)

La prostatectomia radicale consiste nell’asportazione contestuale della prostata, delle vescicole seminali e dei linfonodi loco-regionali. Viene eseguita per il trattamento del tumore maligno della prostata.

La prostatectomia radicale può essere eseguita con diversi approcci chirurgici:

  • a cielo aperto
  • laparoscopico
  • robotico

L’impiego della chirurgia robotica, con il sistema Da Vinci di ultimissima generazione, consente di ottenere non solo risultati oncologici equivalenti alle altre tecniche chirurgiche, ma offre ai pazienti una migliore garanzia di precoce recupero funzionale (continenza urinaria e potenza sessuale.

Tale intervento richiede tipicamente una degenza di circa ¾ giorni In funzione dell’esito dell’esame istologico definitivo, l’urologo potrà stabilire se in futuro saranno sufficienti dei semplici controlli (dosaggio del PSA e visita urologia) oppure se sarà necessaria una terapia adiuvante basata sulla radioterapia e/o blocco androgenico.

In casi particolari, qualora il tumore ricomparisse a livello dei linfonodi pelvici e addominali (metastasi linfonodali), è possibile anche pianificare un intervento di asportazione di questi (linfectomia retroperitoneale estesa) che permette di eliminare le metastasi microscopicamente visibili.

L’intervento di cistectomia radicale consiste nell’asportazione contestuale di prostata e vescica, nell’uomo, e di utero, annessi e vescica nella donna insieme ai linfonodi loco-regionali.

Una problematica importante in questo tipo di intervento è la ricostruzione delle vie urinarie.

A seconda della gravità della malattia, e all’eventuale necessità di terapie adiuvanti (radio o chemioterapia) è oggi possibile ricorrere a diverse tipologie di derivazione urinaria.

Le più utilizzate sono derivazioni urinarie esterne (con conseguente applicazione permanente  di un sacchettino per la raccolta delle urine) e il confezionamento di neovesciche con impiego dell’intestino.

Tale intervento, che a seconda dello stadio clinico della patologia può essere eseguito con tecnica robotica, richiede una degenza di circa 15-20 giorni.

A seconda delle dimensioni e della posizione del tumore all’interno dell’organo, se possibile, è sempre consigliabile asportare solo il tumore risparmiando la restante porzione di rene. (Tumorectomia Renale)

Nei casi in cui questo non sia possibile si dovrà ricorrere all’asportazione completa dell’organo. (Nefrectomia Radicale)

Entrambe le tipologie di intervento vengono eseguite dal Dott. Cestari impiegando tecniche minimamente invasive ( laparoscopia-robotica). Sarà l’urologo a valutare il tipo di tecnica richiesta dal caso clinico.

In particolari pazienti (soggetti anziani, monoreni, con insufficienza renale cronica) se il tumore è di piccole dimensioni, è possibile utilizzare la crioablazione (distruzione mediante congelamento del tumore).

La degenza varia a seconda del tipo di intervento da 2-3 a 7 giorni.

L’intervento di uretroplastica si esegue per il trattamento di stenosi uretrali e prevede tecniche diverse a seconda della lunghezza e della sede della stenosi stessa.

In linea generale, per stenosi inferiori a 1cm, l’intervento prevede l’asportazione del tratto stenotico e la ricongiunzione dei due monconi sani di uretra (uretroplastica termino-terminale in unico tempo)

Se la stenosi è di lunghezza superiore o in sedi particolari, allora si deve ricorrere all’innesto di un pezzetto di mucosa prelevata dalla bocca (o in alternativa alla pelle del prepuzio), per colmare il difetto di sostanza dell’uretra.

In casi particolari questo intervento può essere eseguito in due tempi.

Tale intervento richiede una degenza di circa 4-5 giorni.

Si esegue un intervento endoscopico di incisione del collo vescicale impiegando fonti laser che riducono il rischio della eiaculazione retrograda (possibile effetto collaterale dell’intervento).

Degenza necessaria: circa 2 giorni.

Si tratta di una malattia abbastanza rara, che può essere spontanea o secondaria  a radioterapia o essere conseguenza  di raccolte di sangue nel retroperitoneo.  L’uretere viene imbrigliato nel tessuto fibrotico non consentendo il corretto deflusso dell’urina dai reni alla vescica, con rischio di sviluppare un’insufficienza renale.

L’intervento consiste in una  ureterolisi, cioè in una pulizia dell’uretere dal tessuto fibrotico e in un successivo avvolgimento di protezione dell’uretere con l’omento (tessuto presente all’interno dell’addome).

A seconda della gravità del quadro clinico si può ricorrere ad approcci “a cielo aperto” o minimamente invasivi (laparoscopici/robotica).

La  degenza varia dai 4 ai 10 giorni.

Le fistole urinarie possono essere spontanee (primitive) o secondarie a interventi chirurgici.

Possono crearsi in varie sedi: tra l’apparato urinario e l’intestino,tra la vescica e la vagina,tra l’intestino e l’uretra.

A seconda del caso clinico specifico,vengono impiegate tecniche chirurgiche diverse.

Le stenosi dell’uretere possono essere di origine traumatica o più frequentemente secondarie a un intervento chirurgico.

A seconda della sede e della dimensione della stenosi si procede ad un riallacciamento dei due monconi ureterali (stenosi di minor lunghezza) oppure allo spostamento in alto della  vescica o abbassando il rene.

I casi più gravi possono richiedere la sostituzione di gran parte dell’uretere con segmenti di intestino.

Queste tipologie di intervento vengono eseguite dal Dott. Cestari e con tecniche chirurgiche minimamente invasive ( laparoscopia-robotica).La degenza richiesta è in relazione al tipo di intervento che si esegue varia da 4  a10 giorni.

Si tratta di una patologia congenita dove il passaggio tra rene e uretere risulta particolarmente stretto e impedisce il regolare passaggio dell’urina portando ad una sofferenza del rene interessato.

L’intervento prevede l’asportazione della parte stenotica e la ricostruzione del tratto di via urinaria.

Viene generalmente lasciato uno stent interno all’uretere, che verrà rimosso ambulatorialmente un mese dopo l’intervento.

Questo intervento viene routinariamente eseguito con tecniche chirurgiche minimamente invasive ( laparoscopia-robotica). Il Dott. Cestari è stato il primo urologo al mondo ad avere eseguito questo intervento con la innovativa piattaforma robotica Single Site che consente di eseguire l’intervento attraverso una unica incisione cutanea eseguita all’interno dell’ombelico con ottimi risultati estetici e funzionali.

La degenza varia da 4 a 7 giorni.